Trascinata da Al Owais, l'Arabia Saudita tiene a freno l'Uruguay
Dominati dall'inizio alla fine, 27 tiri a 7, ma in vantaggio grazie ad Al-Amri, i sauditi hanno a lungo creduto nell'impresa. L'Uruguay ha pareggiato solo in extremis con Maxi Araújo. 1-1.
L'Uruguay ha avuto tutto, tranne il risultato. A Miami, la Celeste di Marcelo Bielsa ha schiacciato l'Arabia Saudita nel gioco, con il 67% di possesso palla e 27 tiri, senza riuscire a fare meglio di un 1-1. Sotto ma eroici, trascinati da un Mohammed Al Owais scintillante, i sauditi hanno a lungo sognato l'impresa prima di cedere sul finale. Un punto prezioso per gli uomini di Georgios Donis.
Un assedio uruguaiano, un muro saudita
Il copione è stato quello di un lungo assedio. Padrone del pallone dal primo all'ultimo minuto, l'Uruguay si è scontrato contro un muro: Mohammed Al Owais ha respinto uno dopo l'altro i tentativi di Federico Viñas. Contro ogni logica, è stata però l'Arabia Saudita a sbloccare il punteggio al 41° : su un corner respinto male, il pallone è tornato su Abdulelah Al-Amri, che ha fucilato Fernando Muslera a fil di palo.
Il secondo tempo è stato un lungo forcing uruguaiano. Manuel Ugarte ha colpito il palo, prima che la Celeste pareggiasse finalmente all'80° : su una nuova parata di Al Owais davanti a Viñas, il pallone è ricaduto sui piedi di Maximiliano Araújo, che ha spinto il cuoio in fondo alla rete. L'Uruguay ha allora tentato il tutto per tutto per la vittoria, ma Al Owais ha detto ancora no a De la Cruz e poi a Federico Valverde.
Possesso: 33% – 67%
xG: 0.66 – 1.72
Tiri: 7 – 27
Tiri in porta: 3 – 10 · Corner: 4 – 14 · Palloni in area: 10 – 41
I due volte campioni del mondo contro l'outsider
Sulla carta, un abisso. Da una parte l'Uruguay, due volte campione del mondo, guidato da Marcelo Bielsa e da una rosa zeppa di stelle — Federico Valverde, Darwin Núñez, Rodrigo Bentancur. Dall'altra, l'Arabia Saudita, che ha superato il primo turno una sola volta in sei partecipazioni, ma che resta capace di colpi di scena, ora guidata da Georgios Donis.
Tutto designava la Celeste per imporsi facilmente. Ma si era fatto i conti senza la disciplina saudita e senza un portiere delle grandi serate.
La frustrazione di Bielsa, l'orgoglio saudita
Le statistiche dicono tutto della frustrazione uruguaiana: 27 tiri a 7, 14 corner a 4, un xG di 1,72 contro 0,66 e 41 palloni giocati nell'area avversaria contro 10. Ma la Celeste si è infranta sulla propria imprecisione, sei fuorigioco segnalati, e su un grande portiere. Per l'Arabia Saudita, questo punto strappato a una nazionale del calibro dell'Uruguay ha il sapore di una piccola impresa.
Un gruppo H ancora in perfetta parità
Come tutto il gruppo H, l'Arabia Saudita e l'Uruguay terminano a un punto, a pari merito con la Spagna e Capo Verde, che si erano neutralizzate sullo 0-0 in precedenza nella giornata. La 2ª giornata, il 21 giugno, vedrà di fronte la Spagna e l'Arabia Saudita e Capo Verde e l'Uruguay.
| Squadra | G | Gf | Gs | Diff | Pt |
|---|---|---|---|---|---|
| Uruguay | 1 | 1 | 1 | 0 | 1 |
| Arabia Saudita | 1 | 1 | 1 | 0 | 1 |
| Spagna | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 |
| Capo Verde | 1 | 0 | 0 | 0 | 1 |
L'Uruguay riparte con un punto e immensi rimpianti; l'Arabia Saudita, con un punto e l'orgoglio di aver tenuto testa a un gigante. Nel calcio, il dominio non basta sempre — Al Owais lo ha appena ricordato alla Celeste.

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